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Pubblicata da Caracò l'opera vincitrice "La giovinezza che rende vivi" di La Monaca-Santini

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PREMIO LETTERARIO FELIX 2013

"Lavoro precario = Vita precaria"

1° classificato Tiziana La Monaca, Paola Santini

con "La giovinezza che rende vivi"

Estratto:

 

CAPITOLO 1 . FRANCO SCARPA


Di Franco Scarpa bisogna dire che non era un modello di detective.
Non il fascinoso ma solitario Marlowe, non il lancinante e malinconico Maigret. Non apparteneva alle ultime generazioni di spiantati veri e propri in cerca di guai, non era nemmeno un bruto. Era un tipo che, pur non dandone l'apparenza, arrancava. Era un detective della "Ignoranza Grassa Srl - investighiamo su quello che volete, ma mai in profondità", era precario, cioè era lì come lavoratore interinale. La "Ignoranza Crassa " seguiva il moderno filone del non approfondire mai, cascasse il cielo, ma Franco era un intelletto fino, interinale, ma fino. Essere dinanzi ai brandelli di un corpo difficile da identificare, veri brandelli ridotti ai minimi termini, spappolato in tale stato presumibilmente da Zanna Bianca - ignoto serial killer così etichettatto per la sua ferina lupaggine - non lo atterriva, non ne faceva un amministrativo del crimine, ma solleticava qualcosa nella sua anima che non era però ancora coscienza. O forse, meglio, erano i 3 cent lasciati al solito presso il macello, che solleticavano qualcosa in lui. La polizia locale allontanò i curiosi, compreso lui, la curiosità...che disturbo...
Franco annotò qualcosa sul taccuino e si avviò verso lo scooter. Conservò l'odore di rosticceria cattiva proveniente dal luogo del delitto, la propria diligenza, un programma di lavoro.
 


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