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PREMIO LETTERARIO FELIX 2017

“Famiglie diverse”

Ritratti di famiglie, tra vecchie e nuove realtà

 

 

2° classificato: Chiara Rossi con “Trittico di guerra" (teatro)

Estratto dal monologo "Il kalashnikov e la colomba":

ROZA    (…) Mamma, sento la tua voce che chiede al vento il perché di tanto dolore. Ti vedo dall’alto piangere la mia sorte, considerandomi persa, infelice tra amici e nemici. Vedo le tue lacrime di stelle, i tuoi lividi lutti interminabili e sento il tuo grido arrivare al cielo. Poso sul tuo cuore il mio respiro e spero che ti porti il mio immenso amore, che ti parla di libertà. Ricordami come l’immagine del non arrendersi. È importante per me che tu comprenda tutto questo, perché capire è perdonare. (pausa) Pronuncia il mio nome ogni volta che l’ultimo sole del giorno ti entrerà in casa, come facevo io col tuo nella mia stanza colorata: i nomi si trascinano i ricordi e io vorrei che tu mi immaginassi come l’ultima volta in cui ti ho abbracciata, quando ci siamo sorrise senza riuscire a parlare. Come l’ultima volta in cui mi hai vista camminare in quelle nostre strade strette, nelle quali i bambini giocano a rincorrersi e gli anziani passeggiano, con il capo coperto da un foulard, indossando “shalvar kordi”, i pantaloni tradizionali. (pausa) Vorrei anche, per favore, che tu facessi una cosa per me: quando muore una persona i curdi cantano, come quando due si sposano. La nonna mi ha insegnato che è per rinascere che siamo nati: chi muore può rivivere in un uomo, in un fiore, o in un animale… siamo ancora figli di Zoroastro, nonostante altre religioni abbiano tentato di cancellare la nostra antica fede. (pausa) Canta, mamma, con la tua voce bellissima. Canta per me, con quel sorriso che ti illuminava non appena mi vedevi… e io, in forma di colomba, verrò sul tuo davanzale nel Kurdistan, il Paese che non c’è…
 



 


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