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PREMIO LETTERARIO FELIX 2016

“Paesi-Radici”

Abbandoni e Ritorni nell’epoca 2.0

 


1° classificato: Giovanni Asmundo con “Stanze d'isola” (poesia)  VINCITORE

Il giurato Domenico Notari: "Poemetto di forte unità e suggestione. Tutto spinge e si articola sapientemente verso il tema, che è una sorta di stella polare in un cielo mediterraneo, meridiano, ellenico e arcaico, e nello stesso tempo contemporaneo e atemporale.
Lingua alta, evocativa, che si fa mito, marea, vulcano, isola, colore, all’insegna della metafora più ardita".
 

Estratto:

IX.
Venuti dal mare
sul mare siamo fuggiti
con l’arida schiuma.
Ma alla terra torneremo.
Stabilità
lontana dal flutto
che insiste le sponde.

Se fuori è un erratico incedere
induce in peripli
(ritorni obliati, sospinte burrasche)
palpando mollezze di casualità,
dentro ti conduce
(anneriti i sensi)
per vie precise, per ventri certi.


XII.
Eccoli, i campi di grano sovraesposti
all’indistinto, le spighe distese
sulle anche, sui fianchi ritratti
le chiare polle d’acqua traspaiono
umidità affioranti, umori risplendenti
dalla profonda, femminea terra. Chi cova
indisturbato, indifferente al millennio
forse le serpi.


XV.
Tornati, non sapevamo nulla.
Di notte, le stelle fissavano.
Abbiamo guardato il gioco delle ombre
senza capirlo.

Il mare parlava da solo
fragore continuo.
La sera, stavamo alla finestra vuota
mangiando pane e olive.

 
XVI.
Se riusciremo a rallentare il tempo
evitando lo sfaldarsi delle pelli
terremo vive nel crepuscolo lucerne
in stanze minute o nel bosco d’alloro
dal quale si traggono i rami per la festa.

E se da un pertugio inonderà il cortile
un profumo di cipolle arrostite
torcendosi per strade serpigne
ci parrà di aver discosto appena il velo
degli intonaci e selciati selvatici
allo zoccolo di un mulo deforme.


XVII.
Se inutili resteranno alle dita
alfabeti di cedro, di toro o regge spoglie
se vuoti di senso cadranno i grafemi
desti al pallore di innumeri veglie
soccomberemo alla folla di sogni
ai troppi pensieri addensati di vita

e i cosmi nelle nostre colme menti
le esistenze né toccate né trascritte
culle di lava e pampine fragili
saranno un giorno dispersi alle ceneri
e invano avremo vagato
per tanti mari e genti.
 

 

 

 

 


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