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Le sfide della precarietà nell’evento “Precari operosi: tra immagini e scrittura”

A Salerno, il 13 luglio p.v. l’associazione culturale “Felix” propone un incontro video-letterario per interrogarsi e costruire.

L’appuntamento è alle ore 19 all’ex Museo del Falso (Via di Porta Elina, a Salerno, presso il Museo Archeologico Provinciale). L’ingresso è libero e aperto a tutti.

 

Precari che si reinventano una vita. 

Giovani o adulti, che, all’improvviso o gradualmente, per scelta o perché costretti dai debiti, dalla mancanza di lavoro o dalla solitudine, ad un certo punto della vita si trovano davanti ad un bivio: rinunciare, cioè abbandonarsi nel vortice della disperazione, oppure combattere e rischiare. 

E optano per la seconda strada, facendo della loro condizione di precarietà un motivo di riscatto, un trampolino per lanciarsi, senza paracadute, in nuove sfide esistenziali, di lavoro e affettive. 

A volte riescono, altre volte no. Ma non conta. L’importante è averci provato, aver giocato tutte le carte. Fino in fondo.

È su queste storie, vere o immaginarie, di uomini e donne di varie parti d’Italia, che accende i riflettori l’iniziativa “Precari operosi: tra immagini e scrittura”, promossa dall’associazione culturale “Felix”. L’evento è il seguito dell’incontro cinematografico-letterario dello scorso 10 marzo dal titolo “Precari: tra immagini e scritture”. In quest’ultimo incontro, l’attenzione si era focalizzata sulla denuncia del drammatico precariato giovanile; nell’iniziativa del 13 luglio p.v., la condizione di precarietà è raccontata come motore che spinge al cambiamento. 

Perchè chi è precario sa che non ha nulla da perdere e può giocarsi tutto: ha solo da guadagnarci. Questa consapevolezza diventa, per i protagonisti delle opere che verranno presentate, un’arma potente per combattere la paura e per far esplodere, dentro di sè, una miniera incredibile di energie e coraggio. 

È questa la storia delle protagoniste di “ApiOperose” (di Silvia Lombardo) e “Imprenditoria alla spina” (di Mariano Caiafa e Silvia Lombardo), due video-interviste che fanno parte della web rassegna “Come Ti Combatto la Crisi”, incentrata su esperienze di creatività femminile. Nel primo reportage, le protagoniste sono donne che, licenziate per aver chiesto la maternità, decidono di unirsi e inventarsi un’attività che realizza prodotti per mamme e bambini, nel secondo a raccontarsi sono due imprenditrici romane che, dopo aver maturato una solida esperienza in una multinazionale, decidono di lasciare tutto e lanciarsi in una coraggiosa e originale attività di vendita di prodotti “alla spina”. 

Questa è anche la storia delle quattro protagoniste del libro “Fiori dal Cemento” che lottano per il riconoscimento della loro dignità di donne e lavoratrici, in un percorso di costruzione che si realizza, contemporaneamente, sul piano lavorativo e sul piano affettivo. 

E questa è la storia di Dario Sensoli, il comico televisivo protagonista del libro di Danilo Cipollini, “La Didattica dell’Odio”, che, mosso dall’autentico desiderio di risvegliare le coscienze dei suoi concittadini, annebbiate da un mass-mediatico Presidente del Consiglio, si trova ad essere coinvolto, dagli oppositori del Premier, in una campagna elettorale dalla quale, inaspettatamente, riesce vincitore a furor di popolo e alla quale, altrettanto sorprendentemente, riuncia non appena scopre che il prezzo del “potere” è la perdita di ciò per cui aveva lottato, ossia la libertà di pensiero. Un “potere”, quello instaurato dal Premier, che si reggeva sulla cd. “didattica dell’Odio”, locuzione che racchiude in sè tutte le contraddizioni e le ragioni del potere stesso ossia il bisogno di istituzionalizzare (cioè, in definitiva, controllare, dare un ordine, un nome, una forma ad) ogni cosa attraverso gli strumenti della democrazia. E così, quel “potere” aveva partorito una Legge che dichiarava guerra ad un sentimento: l’Odio. Con pesanti ricadute sulla vita dei cittadini: l’accusa di “Odio” si poteva tradurre, ad esempio, in tre mesi di arresti domiciliari per tutti gli adulti che avevano minacciato il linciaggio di un autista romeno e in una maximulta al datore di lavoro che aveva sospeso il suo dipendente perchè sorpreso a divagare su internet. Nella decostruzione delle dinamiche del potere del Premier, Dario Sensoli trova il riscatto della sua precarietà lavorativa e affettiva.

Storie di riscatto riuscite o tragicamente infrante, sono anche quelle descritte in “Avanzi- Storie straordinarie di ordinario disagio”, di Pippo Zarrella, che descrive vite di “avanzi”, ossia di uomini e donne che vivono ai margini della società, per ragioni economiche o per disagi affettivi e che si sforzano, chi più chi meno, di “avanzare”, tentando di costruire ponti con le persone e l’ambiente che li circonda. Dodici racconti intrisi delle tinte e delle espressioni più vivaci della Campania, descritti con uno stile umoristico e originale. Basti pensare al prologo che esordisce così: “In cielo la luna piena è una mozzarella che lacrima malinconia. La strada è deserta. Sono solo. Neanche la mia ombra mi fa compagnia. Solo, una frase dipinta con una vernice rosso shocking sulla campana verde dei rifiuti di vetro: <Meglio un passato di verdure che un futuro di merda!> Non l’ho capita. La rileggo con più attenzione. <Meglio un passato di verdure…>. Occhei. Bah…Complimenti al letterato che l’ha scritta…”.

Durante la serata, moderata dal giornalista Michele Piastrella, il poeta Valeriano Forte leggerà alcune sue composizioni ispirate al mondo del precariato.

Insomma, attraverso un intreccio di video, letteratura e poesia, l’iniziativa vuole essere una occasione per interrogarsi in modo costruttivo su una condizione che abbraccia trasversalmente, uomini e donne di tutte le età e di tutta Italia, una occasione di incontro per pensare insieme a possibili strategie per affrontarla. 

 

Saranno presenti gli Autori:

Ileana Bonadies (scrittrice)

Danilo Cipollini (scrittore)

Raffaella R. Ferré (scrittrice)

Mario Gelardi (editore)

Silvia Lombardo (regista)

Carmen Pellegrino (scrittrice)

Pippo Zarrella (scrittore)

 

Elvira Sessa

giornalista

 

Le foto della serata

  

  

  

  


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